Gioco dell'Eroe
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Gioco dell'Eroe
 
 
Se le porte della percezione fossero pulite,
ogni cosa apparirebbe all’uomo com’è, infinita.
Poiché l'uomo si è così rinchiuso che vede tutto
attraverso le anguste fenditure della sua caverna.

William Blake

 
 
Dalla prefazione del libro IL GIOCO DELL'EROE    
 
     
  La Porta della Percezione  
  GIANLUCA MAGI  
 

Non faccio mistero che per diversi anni sono stato molto reticente
nel divulgare a livello pratico il Gioco dell’Eroe: temevo sembrasse stravagante e ben poco “scientifico” l’invito ad attraversare le
Colonne d’Ercole di ciò che ci hanno fatto credere impossibile o irraggiungibile, per avventurarci nella ‘Mitosfera’. [...]

Tra scrupolo e precauzione, mi limitai ad esporre a livello teorico
questo Magical Mystery Tour terapeutico presso la Scuola
Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa
di Rimini.
Qui svelavo che sono esistiti, ed ancora esistono, taluni
appartenenti alla grandi tradizioni dello spirito che hanno spezzato
la gabbia razionale per spingersi fino ai bastioni dietro cui si cela
l’Anima eternamente sveglia; che hanno guadagnato conoscenze, talenti e poteri di guarigione stabilendo un rapporto con le potenze invisibili di quell’altro ordine di realtà che gli Ishrāqīyūn, i “Platonici
di Persia”, chiamarono “il mondo dell’Angelo”.

Così, parallelamente alla mia pubblica attività accademica, andai perfezionando, segretamente, a poco a poco,nel corso degli anni,
le mie ricerche, rinchiuso nella mia torre d’avorio a distillare e
ridistillare nell’alambicco del mio lavoro questa disciplina per
realizzare la propria mitologia personale; come un alchimista rinascimentale con le sue pratiche esoteriche, mi addentravo
nell’ universo nascosto ed extra-ordinario che, silenziosamente, compenetra e pervade la realtà ordinaria. Ma non lasciavo
trapelare all’esterno i risultati, ermeticamente chiusi…
Soltanto con alcune persone all’inizio sperimentai questa cura
dell’anima: mio figlio, la mia compagna e alcuni personaggi
pubblici sinceramente interessati. Neanche le esortazioni del caro
amico Alejandro Jodorowsky – che, nell’autunno del 2006, mi lesse
i tarocchi in una delle ultime scene del film di Franco Battiato
Niente è come sembra” – riuscirono a sollecitarmi ad abbandonare
i miei «timori di professore universitario».


Video Niente è come sembra

Ho dovuto attendere l’autunno del 2009 e l’auto-lettura di tarocchi
nella “disposizione dell’Eroe”. I cinque Arcani che fecero capolino
“parlarono chiaro”: «Abbandona fiducioso ogni tua reticenza».
Ma la spinta decisiva non fu neppure questa. Fu il lapidario ed
elementare commento della lettura offerto da Cristoforo, mio figlio, che non aveva ancora 8 anni. Mi disse:

Gioco dell'Eroe

Il cavolo giunto a maturazione,
se non viene raccolto,
marcisce.


Gioco dell'Eroe

 

 

Tam! Con questo commento naif sull’ortaggio preferito di Cristoforo
fui come colpito con la forza di una folgore. Dopo anni di scetticismo,
ho quindi scelto di essere un punto a fine frase e non restare una
virgola in eterno.

Guadagnato il mare aperto, la magia della realtà ha cominciato a danzare: come per incanto, sono cominciate a piovere richieste di workshop del Gioco dell’Eroe, da tutta l’Italia e dall’estero. Ho così potuto rendere partecipi una quantità di allievi ai benefici di questo Gioco. Come Alice, che attraversa lo specchio magico lasciandosi
alle spalle lo scialbo recinto della quotidianità, tanti praticanti hanno impugnato la chiave di accesso alla mitica “Biblioteca Alessandrina della saggezza”, scoprendo che quello che solitamente si descrive come “realtà” è solo un frammento di una totalità più grandiosa e imponente.

Trasformando il piombo della vita quotidiana in oro magico,
questi nuovi cittadini del mondo dei miracoli hanno espanso
le proprie idee su se stessi e le proprie percezioni della realtà, cominciando ad osservare sotto una nuova luce anche le
cose rese mute dalla quotidianità e dall’abitudine.
Le potenze invisibili dell’Anima si sono fatte presenza guaritrice.




"Il Gioco dell'Eroe" è un invito
diretto alla vita interiore,
e alla sua (inevitabile)
trasmutazione evolutiva
.

FRANCO BATTIATO




Attraverso questo viaggio di trasformazione, composto
da otto livelli, vi elevate sopra la schiavitù del quotidiano
(nel quale gli incantenati sin dalla nascita divengono
gli uni i guardiani degli altri), percepite soffi di realtà
maggiori, conseguite grandi visioni del futuro e, pieni
di fiducia, felicità e libertà, diventate l’Eroe che riesce
ad attuare la propria potenza magica. Attenzione!
La libertà dell’Eroe non è la libertà della foglia in balia
del vento, che è la libertà dell’uomo ordinario, ma è la
determinazione e leggerezza dell’uccello. La felicità
dell’Eroe non è la felicità del coniglio in gabbia,
ma la felicità dell’aquila, che vola sopra le montagne.


La frase


L’Eroe è chi considera la propria vita
come una magica sfida e non più come una
noiosa abitudine.
Ha imparato a guardare vecchie forme con occhi
nuovi piuttosto che forme nuove con occhi vecchi.

 

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