Gioco dell'Eroe
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Da diversi anni la semi-cultura occidentale di massa ha scoperto il tantra e se ne sta inebriando pensando che sia il trionfo del corpo e dei piaceri sessuali.

Viene proposto un patetico ibrido del “sesso tantrico” new age che mescola erotismo indiano, arte erotica, tecniche del massaggio, āyurveda e yoga acrobatico in una solo minestrone.

Ingerite le prime cucchiaiate ci si ritrova proiettati in un mondo di specchi del tantra contemporaneo simile a una casa degli orrori di un luna park che sta al tantra dell’India come i pastrocchi di vernice con le dita stanno all’arte.

Il fatto che questo genere di tantra sia spesso commercializzato da praticanti e guru indiani migliora o peggiora la situazione?

Molti guru indiani, infatti, prendono le proprie idee da studiosi americani del tantra e le vendono a discepoli americani che bramano un’iniziazione ai misteri dell’Oriente.


 
         
 






Abbiamo qui quello che potremmo definire un «effetto pizza» capovolto, in cui categorie autoctone vengono distorte da percezioni di esse non-autoctone.

La pizza, un tempo solo una specialità napoletana, si diffonde in tutta Italia come reazione all’entusiasmo americano per la pizza.

L’appropriazione indebita americana del tantra indiano (e, in misura inferiore, dello yoga) viene nuovamente fatta propria in India, aggiungendo il danno alla beffa.

Due coniugi teutonici non potevano lasciarsi sfuggire un tale pastrocchio e svelano i segreti del piacere sessuale ai tiepidi eredi degli amanti latini.
Andrea Sperelli, che fine hai fatto?

 

 
 
         

I soloni del tantra divulgano una sessualità standardizzata che vuole passare per estasi, costruiscono diagrammi e tipologie, costringono i praticanti a rotazioni e flessioni da ginnasti, a contorcimenti e saltelli al suono del gong.

Consultano sempre l’orologio:
«Concedetevi due ore per voi».
Due ore?
L’Eros vuole un tempo interminabile, pretende l’infinito come insegna Nietzsche:
«Ogni piacere vuole eternità, vuole profonda, profonda eternità».

Nella caricatura del tantra - che scambia il mezzo (il piacere) con il fine (la liberazione, il dominio di sé, il potere spirituale) - i termini sanscriti sono sovente tradotti male o in modo deformato, i nodi dottrinali misconosciuti, fraintesi, impoveriti, banalizzati.

Se l’amante non s’identifica autenticamente nel dio Śiva, l’amata in Śakti e reciprocamente non si percepiscono in tale identificazione, a che servono contorcimenti, recitazioni di giaculatorie, cantilene e suoni di gong se non per eccitare gli animi degli entusiasti in cerca d’eccitazione emotiva?

La pantomima del tantra giunge a considerare il rapporto sessuale come «un appuntamento quotidiano obbligatorio».
Obbligatorio?
Toccherà timbrare il cartellino…

 




Gianluca Magi - Magical Mystery Tour



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